idrarto

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ultimo aggiornamento: 1 Marzo 2018 alle 18:01

Dal greco ὕδωρ- (hydro- → acqua) e ἄρϑρον (árthronarticolazione) : presenza di liquido nella cavità articolare, generalmente come conseguenza del versamento endocavitale di trasudato e/o essudato sieroso. L’eziologia può essere diversa, condizionando il tipo di liquido presente nella cavità articolare: legata all’effetto di traumi articolari distorsivi o compressivi, accompagnati o meno da fenomeni flogistici, oppure una conseguenza di processi degenerativi o infiammatori: caratteristica tipica dell’idrarto è la presenza di tumefazione articolare, talvolta associato a impotenza funzionale e dolore intenso, con forti limitazioni del R.O.M. fisiologico; in genere, in presenza di versamenti importanti è necessario ricorrere all’artrocentesi, cioè allo svuotamento per puntura intra-articolare. La formazione di versamenti endo-articolari può essere ascritta, qualora non sia di origine traumatica, all’instabilità articolare frequentemente associata ad un quadro di stress cronico che induce l’attivazione di una “sindrome articolare generalizzata” (vedasi GAS/GAI e test di Deutsch). Il ricorso al test muscolare kinesiologico utilizzato di concerto con tecniche di riequilibrazione della funzionalità permettono di risolvere le manifestazioni connesse alla mancanza di coordinazione neuro-mio-fasciale, o di neutralizzare gli effetti della “reattività muscolare“, che può inficiare la stabilizzazione dell’articolazione favorendo la genesi di versamenti articolari: la presenza di alterazioni morfo-funzionali delle articolazioni o dei legamenti ad esse associate, l’esistenza di forme di squilibrio generalizzato che coinvolgono la centralità corporea (“gaits” – “equilibrio ioideo” – “riflessi cloacali“) o la coordinazione spaziale, come nel “P.R.Y.T.“, l’incidenza di eventuali facilitazioni segmentali, sono alcuni fra gli scompensi che, attraverso “challenge kinesiologici” o “localizzazioni terapeutiche“, possono essere identificati dal professionista in Kinesiopatia® Osteopatica. Anche l’utilizzo del Cranio-Sacral Repatterning®, con tecniche di “unwinding fasciale“, di ‘”ascolto epicritico” o “palpazione percettiva” delle fasce connesse alle articolazioni interessate dall’idrarto, può portare significativi miglioramenti sia nella nocicettività individuale, sia nella funzionalità articolare.

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