feci piccee

Feci dal colore nerastre, untuose, di aspetto catramoso (per il colore particolarmente scuro e la consistenza appiccicosa); la definizione “picea” deriva dalla somiglianza alla pece, un liquido molto viscoso, di colore nero, ricavato dalla distillazione del bitume o  del catrame di carbon fossile.

Le feci picee sono un tipico segno di emorragia digestiva, in particolare di melena. Il colore piceo è dovuto alla digestione dell’emoglobina in ematina acida, principalmente per effetto dell’acido cloridrico, indicando, solitamente, un’emorragia del tratto gastrointestinale superiore, in genere posta oralmente alla flessura duodeno-digiunale, in particolare di quelle dell’esofago, dello stomaco e del duodeno. Feci picee possono anche essere presenti in caso di emorragie dei tratti intestinali inferiori, purché queste siano sufficientemente lente da consentire la digestione del sangue da parte del microbiota intestinale: secondo una stima approssimativa, sono necessarie circa 14 ore affinché il sangue sia digerito dagli enzimi nel lume intestinale.

Anche importanti emorragie del rino-faringe o del cavo orale, se accompagnate dalla deglutizione del sangue, possono originare feci picee e melena. L’assunzione di integratori alimentari contenenti ferro, di sanguinaccio, di liquirizia o di particolari farmaci (idrossido di alluminio/idrossido di magnesio, subsalicilato di bismuto), possono far assumere alle feci un colorito nerastro (false feci picee), mentre esistono farmaci gastrolesivi (salicilati, FANS, corticosteroidi, fenilbutazone, indometacina, reserpina) in grado di favorire la formazione di feci catramose, per la formazione di stillicidio ematico.