l’emozione del cibo

ultimo aggiornamento: 29 Giugno 2017 alle 11:46

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cibo & salute

La Kinesiopatia® Osteopatica e la Kinesiologia Transazionale®, intese non solo come mezzi “terapeutici”, ma come discipline finalizzate allo sviluppo ed al mantenimento della salute, ci offrono degli strumenti utili a comprendere meglio il nostro rapporto con l’alimentazione ed il benessere.

Socrate, il grande pensatore greco, affermava “Meno desideri abbiamo, più somigliamo agli dei”, esprimendo la possibilità che ha ognuno di noi di liberarsi dalla limitatezza che le situazioni spesso c’impongono e che c’inducono a ricercare nella soddisfazione di un desiderio la compensazione al nostro disagio ed alla nostra limitatezza.

Gli operatori qualificati che praticano la Kinesiopatia® Osteopatica e la Kinesiologia Transazionale®, nella loro attività clinica, si trovano ogni giorno ad affrontare disturbi alimentari o manifestazioni disfunzionali dipendenti da essa: dalle esperienze cliniche e dalle basi della medicina funzionale nascono gli strumenti per comprendere meglio noi stessi, il nostro rapporto con il cibo e come il cibo diventa strumento di relazione con gli altri.

Grazie alla capacità di evidenziare le carenze alimentari specifiche o le intolleranze derivanti dall’esasperata ricerca di alcuni alimenti, è possibile comprendere sempre meglio chi siamo, cosa proviamo e quali sono le emozioni che ci condizionano nelle nostre scelte alimentari e comportamentali. 

Senza nulla togliere al piacere del cibo, la ricerca ossessiva di determinati alimenti, il bisogno di sfamarsi in base ad un gusto che nasce da una insoddisfazione e non dall’opportunità di un nutrimento anche essenziale trasforma il “mangiare per vivere” in “vivere per mangiare”, rinforzando i nostri schemi comportamentali.

Il bisogno di alimenti acidi per spezzare la legnosità della nostra vita; di cibi aromatici e tostati per ritrovare un’energia che ci viene a mancare; la ricerca di un dolciastro volto a rendere più palatabile la nostra vita, l’esigenza di rendere più piccante il nostro modo di vivere; il bisogno di rinnovare in noi quel sale che costituisce l’elemento primario delle nostre lacrime, prende il sopravvento sul sapore che ritroviamo in una vita vivibile..

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L’asprezza della vita che si rinnova e si rigenera, con la sua eccitazione; la dolorosa contrarietà, l’amarezza che talvolta deriva dal riconoscere la realtà e dalla necessità di accettarla per quello che è rifuggendo dall’illusione; la dolcezza, in altre parole la capacità di permettere che i nostri sensi siano accarezzati delicatamente, l’abilità di abbandonarsi, la tenerezza e la mitezza del comprendere la vita nei suoi aspetti; l’acredine pungente del confronto con gli altri che ci costringe a fare una cernita ed a eliminare ciò che non fa più parte di noi; l’onere dell’ammettere la nostra limitatezza, prezzo salato che dobbiamo pagare perché la nostra vita sia vissuta in modo sapido e vibrante.

Le parole sapere e sapore hanno la stessa radice etimologica: la parola latina “sapere” che indica sia il “conoscere” sia “aver sapore di”; farsi dunque coinvolgere nella vita e nel vivere comprendendo quindi l’intonazione dell’alimento, come strumento di conoscenza. Capire ovvero prendere dentro di sé: ancora una volta la sua radice latina ci spiega il vero significato, internalizzare e trasformare in una parte di noi. L’alimento come “strumento” della capacità di assaporare la vita col suo sapore. (per chi desiderasse approfondire il significato di digestione/assimilazione, è possibile consultare l’articolo “l’alchimia gastro-intestinale

Siamo dunque ciò che mangiamo o mangiamo perché non siamo più capaci di essere?

francesco gandolfi


Per chi fosse interessato a comprendere meglio le relazioni fra i differenti cibi e le emozioni, ma anche ad imparare le tecniche per valutare eventuali intolleranze alimentari o carenze nutrizionali; per chi desiderasse approfondire la conoscenza del cibo, con le sue caratteristiche chimico fisiche, e dei processi digestivi ed assimilativi, è possibile accedere al corso tematico “Cibus – l’emozione del cibo“.

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