“tutto è veleno,
e nulla esiste
senza veleno …
solo la dose
fa in modo che il veleno
non faccia effetto„
(Paracelso)

ultimo aggiornamento: 13 giugno 2017 alle 0:31

omocisteina:
un killer silenzioso

“non consumare il tuo cuore con affanni e dolori„
(Pitagora)

L’omocisteina è un amminoacido solforato, detto anche acido γtioαaminobutirrico, che si forma come prodotto intermedio del metabolismo delle proteine …  

… ovviamente la maggior parte delle persone, leggendo queste poche parole, ha pensato: “di cosa stiamo parlando?!?!?”

Immaginiamo che il nostro apparato digestivo, che possiamo imparare a conoscere meglio grazie all’articolo l’alchimia gastro-intestinale, sia una specie di “frullatore/emulsionatore” dove gli alimenti vengono sminuzzati e ridotti ai minimi termini, per poter essere utilizzati: una parte, cioè gli zuccheri ed i grassi, verrà impiegata prevalentemente come combustibile, mentre un’altra parte del nostro “frullato”, le proteine, andrà a costituire i “mattoni” indispensabili per la costruzione delle strutture corporee a far funzionare alcuni degli “impianti di produzioni” delle sostanze necessarie all’organismo … oltre a fornire i pezzi di ricambio essenziali per la manutenzione del sistema.

Questo processo viene chiamato metabolismo: grazie ad esso, l’energia derivata dai combustibili (zuccheri e grassi) fornisce l’energia che serve all’organismo per utilizzare le materie prime utili a costruire o manutenere le strutture e produrre costituenti essenziali (substrati proteici). In pratica, è possibile garantire che il sistema funzioni correttamente, cambiando e sostituendo senza sosta ciò che deve essere “riparato”… ovviamente è una descrizione semplicistica, ma, entro certi limiti, sufficientemente appropriata per comprendere la funzione elementare del sistema digestivo e l’attività metabolica.

Risulta evidente che esistono differenti “pezzi di ricambio”: le proteine, vengono disgregate nei loro componenti elementari, gli amminoacidi, sostanze caratterizzate da una parte amminica (ovvero composta da azoto, NH2) e una parte definita “acida” (o carbossilica … COOH → O=C-OH) a cui sono legate catene di differenti composti chimici, nella parte che differenzia gli amminoacidi, definita radicale, come catene carboniose, gruppi polari o lo zolfo (S)  … alcuni di questi mattoni sono fondamentali per l’organismo, altri possiamo costruirceli da soli, ma, in ogni caso, sono indispensabili per la vita.

Ogni mattone ha un suo ruolo ed alcuni sono imprescindibili: vengono chiamati amminoacidi essenziali e, come suggerisce il nome, il nostro organismo non può farne a meno. Non solo sono elementi necessari per l’anabolismo proteico, cioè la costruzione delle strutture portanti o funzionali dell’organismo, ma possono essere la base da cui è possibile, attraverso processo enzimatici, costruire altri amminoacidi.

Nel nostro ipotetico “frullato” proteico, l’amminoacido essenziale, in grado di mettere a disposizione dell’organismo un gruppo solforato (cioè contenente zolfo, sotto forma di -SH) è la metionina: è interessante notare che, non appena questo amminoacido viene assorbito dall’organismo, è trasformato in un altro amminoacido, l’omocisteina, che a sua volta, con la complicità dell’acido folico e di vitamine del gruppo B (come la cianocobalamina),  può essere trasformata in cisteina … tutti mattoni fondamentali, se non addirittura pezzi “speciali,” per l’assemblaggio del nostro corpo. Per motivi non ancora compresi pienamente, la possibilità di trasformare la metionina in cisteina e viceversa spesso si altera e si blocca, con il conseguente accumulo, nell’organismo, del “metabolita proteico intermedio” omocisteina; come avevamo detto all’inizio dell’articolo, questo amminoacido è, appunto “un prodotto intermedio del metabolismo delle proteine”.

Il mancato smaltimento di questa sostanza, non è un evento così raro in quanto, spesso, “ammassiamo” differenti tipi di “prodotti metabolici” in “aree di stoccaggio” o “inertizzazione” all’interno del corpo; a differenza di altre sostanze, però, l’incapacità da parte dei sistemi metabolici di eliminare l’omocisteina in eccesso genera un problema significativo, in quanto è una sostanza velenosa e tossica per il nostro corpo!

Non solo, quindi, questa sostanza favorisce processi infiammatori nei tessuti dove si concentra in quantità più elevate, ma è caratterizzata da un particolare trofismo verso il letto vascolare, divenendo il responsabile di una serie di eventi a catena che possono determinare deterioramento delle pareti vascolari, alterazione dei processi coagulativi del sangue e dell’aggregazione piastrinica o, addirittura, fenomeni trombo-embolici … incrementando di conseguenza il rischio di infarti, ictus o degenerazioni infiammatorie dei vasi sanguigni e/o del sistema nervoso centrale.

Nel sangue, quindi, è presente una spia in grado di evidenziare i possibili rischi di eventi cardio-vascolari avversi, come l’infarto e l’ictus, o di “predire”, con una certa approssimazione, le possibilità che si creino infiammazioni potenzialmente responsabili di malattie come la “sindrome della fatica cronica“, la “fibromialgia” o patologie degenerative del sistema nervoso …

Si continua a mettere all’indice il colesterolo, come unica possibile causa dei problemi vascolari … ma forse, sarebbe il caso di considerare anche altre sostanze potenzialmente venefiche per l’organismo: impariamo a conoscere meglio l’omocistiena, il killer silenzioso

francesco gandolfi

“ascolta il tuo cuore
esso conosce tutte le cose„
(Paulo Coelho)

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