avataras: oleoliti alchemico-spagirici

ultimo aggiornamento: 15 novembre 2017 alle 17:51

vis medicatrix naturae

«La forza guaritrice della natura»: la massima, attribuita a Ippocrate (νονσων φνσεις ιητροι), riassume uno dei principii guida della cosiddetta “medicina naturale”, l’idea, cioè che la natura offre i mezzi per permettere agli organismi di potenziare le proprie energie e di attivare gli innati strumenti di auto-guarigione, presenti in ognuno di noi. Questa concezione fondamentale della “medicina ippocratica“, nasce nel solco delle antiche tradizioni della medicina babilonese ed egiziana, che considerano l’individuo come un elemento inserito nel suo ecosistema somato-emozionale, energetico, spirituale ed universale: l’idea di fondo è che la malattia nasce dalla disarmonia fra l’individuo ed il mondo in cui vive, come espressione della dissonanza fra la persona e le energie che lo circondano; la visione filosofica che sta alla base del concetto di salute e malattia, non è molto dissimile dai concetti della medicina tradizionale cinese o da quella vedica, dove l’influenza delle energie celesti si intrecciano con le forze creatrici dell’uomo. È una “scienza della salute” basata su una visione cosmica e, allo stesso tempo, unitaria; l’idea che l’uomo non sia altro che un microcosmo, una parte del mondo che riflette in sé l’armonia del macrocosmo, in cui la natura individuale possiede i caratteri e le funzioni dell’energia vitale che impernia la natura, che è la suprema regolatrice dell’armonia necessaria alla vita.

Le stagioni, le fasi che caratterizzano lo scorrere della vita, incarnano un’energia spirituale e cosmica che si riflette nelle manifestazioni somato-emozionali di ognuno di noi: Ut supra, sic infra, sicut supra, et infra„. La frase, che viene fatta risalire a Thoth, il dio della magia conosciuto anche come Ermete Trismegisto (“Hermes il tre volte grande“), ci vuole ricordare come esista una interrelazione fra il mondo esteriore e quello interiore; quando si crea dissonanza fra le due manifestazioni, nasce la malattia.

Il corpo ha in sé i mezzi della guarigione: la Natura è il medico delle malattie. Molte malattie possono addirittura regredire, se la nostra energia vitale risanatrice (la Vis Medicratrix Naturae) è in piena autonomia di agire. Lasciare libera di agire “l’intelligenza biologica” che è in ognuno di noi.

Gli oleoliti non contengono solamente i principi attivi delle piante che vi sono messe a macerare, ma anche le loro qualità nascoste: l’olio veicolante estrae dalla pianta gli equilibri magnetici che circolano all’interno di essa, raccogliendo in sé le potenzialità della pianta stessa. Tra tutti gli oli, quello di ricino è il veicolo maggiormente impiegato nella produzione di oleoliti, in quanto non solo è in grado di curare le malattie cutanee ma anche di estrarre efficacemente l’energia delle piante con cui viene messo a contatto.

 La linea è stata chiamata Avataras: presso la religione induista, un Avatar è l’assunzione di un corpo fisico da parte dell’essenza divina, o di uno dei suoi aspetti. Questa parola, derivata dal sanscrito, significa “disceso”: rappresenta una deliberata incarnazione dell’energia celeste al fine di svolgere determinati compiti. La scelta del nome, ovviamente, non è casuale: se siamo disposti a cercare e a permettere che l’energia “divina”, attraverso le sue manifestazioni, si prenda cura di noi, nella natura possiamo trovare gli strumenti di guarigione del nostro animus. Questi mezzi, come complementi terapeutici, sono in grado di amplificare ed accelerare il percorso individuale verso il benessere e di divenire catalizzatori della nostra opera. Non pensate che abbia avuto improvvisamente una crisi mistico/religiosa o che abbia avuto una deriva new age: esistono energie sottili, con cui ogni giorno ci confrontiamo che non possono essere disconosciute: la scelta di utilizzare certi eponimi, non vuole essere un modo di strizzare l’occhio ad atteggiamenti contemplativi, ma il riconoscimento degli aspetti archetipali presenti all’interno di culture che possono offrirci immagini evocatrici.