“rimase immobile,
sopraffatta,
gli occhi chiusi,
in preda alla vertigine…„
(Georges Simenon)

ultimo aggiornamento: 13 giugno 2017 alle 0:05

… vertigini, capogiri, giramenti di testa …

“la vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare„
(Lorenzo Cherubini)

Il termine vertigine viene utilizzato per definire sensazioni molto diverse: l’impressione che la testa giri o ruoti, la sensazione di sbandamento, di “testa leggera” o l’instabilità nella stazione eretta. In realtà si definisce vertigine una falsa impressione di rotazione del proprio corpo (o della testa) rispetto all’ambiente (vertigine soggettiva), oppure degli oggetti o dell’ambiente circostante rispetto al proprio corpo (vertigine oggettiva); spesso può provocare nausea, vomito, tachicardia e, a volte, diarrea o manifestazioni di tipo vagale Essendo una manifestazione molto invalidante, spesso, viene considerata una patologia grave … 

… eppure le vertigini sono un sintomo, non una malattia …

Tante sono le cause che scatenano questo tipo di fenomeno; tra le più frequenti possiamo sicuramente annoverare gli squilibri dell’orecchio interno, ed in particolar modo del labirinto, o le alterazioni funzionali o strutturali del nervo uditivo. Infatti, quando le vertigini sono accompagnate da perdita dell’udito, senso di pressione auricolare e/o acufeni, si può sospettare una patologia dell’orecchio interno: in questi casi, si parla spesso di “labirintite” o, in alcuni casi specifici, di “Sindrome di Meniere“. 

La sensazione di capogiro, d’altra parte, può essere un segno presente in molte situazioni, che spaziano dai disturbi del sistema cardio-vascolare a quelli del sistema nervoso: patologie importanti come l’ischemia cerebrale, i traumi cranici o le patologie degenerative del tessuto nervoso, sono alcune delle malattie più gravi che possono generare manifestazioni vertiginose. Anche disturbi invalidanti come l’emicrania o l’epilessia, o l’artrosi cervicale e le patologie che coinvolgono gli occhi o i seni respiratori, sono  frequentemente i “colpevoli” di queste sindromi …

… occorre non sottovalutare, poi, che l’ansia, gli attacchi di panico o le fobie, sono frequentemente accompagnati da questo sintomo … così come, spesso, stress e tensioni psico-emotive sono un fattore scatenante associato!

Labirintiti e vertigini possono derivare da mancanza (o, per assurdo, da eccesso) di attività fisica, da problematiche ascendenti come la “Sindrome del muscolo piriforme” o essere espressione di un processo infiammatorio, batterico, virale o di intossicazione metabolica; a volte sono conseguenza di assunzione di alcuni farmaci in grado si scatenare una forte crisi vertiginosa senza diminuzione dell’udito, come nella “Sindrome di Arslan“. Fra le condizioni predisponenti alle vertigini, al senso di stordimento ed al disorientamento spaziale o alla labirintite, troviamo anche l’esposizione al freddo intenso o al caldo, lo stress, gli strapazzi fisici, la pressione arteriosa bassa, tutte condizioni potenzialmente responsabili delle alterazioni dell’equilibrio.

Capogiri e vertigini, talvolta, possono essere l’espressione di alterazioni funzionali o strutturali dell’area cervicale, come conseguenza di traumi o distorsioni del rachide; il colpo di frusta è un tipico esempio di come un’alterazione dinamica della colonna cervicale possa causare vertigini, capogiri o senso di disorientamento spazio-temporale. Per approfondimenti: “colpo di frusta: un problema insolubile?

In alcuni casi i sintomi si manifestano precocemente, altre volte immediatamente dopo l’evento: l’insorgenza è una diretta conseguenza del violento spostamento che subisce la testa, con conseguente movimento del liquido contenuto nel labirinto (endolinfa). Talvolta si verificano tardivamente, per l’azione che le contratture antalgiche dei muscoli del collo esercitano sulle strutture neuro-vascolari o sulla cinematica delle ossa craniche: il risultato di questo atteggiamento muscolo-tensivo, spesso associato a cefalea, è un’irritazione dei nervi cranici come il nervo glosso-faringeo (IX), il nervo accessorio spinale (XI) o il nervo ipoglosso (XII), oppure quelli dell’area sub-occipitale (in particolar modo i nervi piccolo e grande occipitale) o del plesso cervicale superiore. Parimenti si possono creare compressioni sulla componente vascolare afferente al cranio, in particolar modo sulle arterie vertebrali, o  sul deflusso sanguigno, coinvolgendo le vene giugulari a livello del forame lacero posteriore, alla base del cranio;  il risultato è invariabilmente una disfunzione del sistema che regola l’equilibrio, sovrapponibile a certi quadri di artrosi cervicale.

Le vertigini causate da patologie gravi, non devono essere sottovalutate e richiedono un’attenta valutazione medica, ma in molti casi il ricorso a forme “complementari” di trattamento garantisce ottimi risultati, soprattutto se le cause sono riconducibili a tensioni cervico-vertebrale, artrosi cervicale, sindrome del piriforme, squilibri del bacino o eventi traumatici quali i colpi di frusta. L’analisi posturale, volta a identificare le alterazioni coinvolte nella genesi delle vertigini, è un elemento fondamentale per permettere all’operatore di Kinesiopatia® Osteopatica, di valutare la miglior strategia possibile di riequilibrio del corpo: l’utilizzo di tecniche che favoriscono la liberazione delle restrizioni fasciali, in associazione con le manualità delicate e  non invasive utilizzate nel Cranio-Sacral Repatterning®, si rivelano armi vincenti nell’affrontare capogiri, vertigini, labirintiti.

Test kinesiologici specifici offrono l’opportunità di verificare le risposte della muscolatura coinvolta nel bilanciamento della zona cervicale, identificando le priorità di intervento e determinando come agire in modo mirato ed efficace: la valutazione dell’equilibrio della colonna vertebrale, consente di stabilire con precisione quali siano le aree di alterazione che influenzano l’insorgere dei disturbi, dei capogiri e delle vertigini. Il ricorso a tecniche non invasive garantisce la mancanza di effetti collaterali e la possibilità di migliorare, da subito, la sensazione di stabilità, riducendo i sintomi.

In presenza di manifestazioni vertiginose non dipendenti da squilibri posturali o muscolari, ma associate a intossicazione corporea, ansia o stress si possono ottenere significativi benefici da una valutazione volta ad identificare e ridurre la presenza di fattori stressogeni, responsabili dello squilibrio e dei sintomi.

francesco gandolfi

“che cos’è la vertigine?
paura di cadere?

la vertigine
è la voce del vuoto sotto di noi
che ci attira,
che ci alletta,
è il desiderio di cadere,
dal quale ci difendiamo con paura
(Milan Kundera)

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