peristalsi

« Indice del Glossario

ultimo aggiornamento: 16 agosto 2017 alle 19:02

Dal greco περισταλτις (peristaltis), derivato da περιστέλλω (peristéllo → involgere, comprimere); contrazione ordinata e coordinata dei muscoli lisci degli organi cavi, che dà luogo ad un movimento ondoso, che permette alle sostanze contenute in tali organi di procedere in un determinato senso. Di particolare rilevanza per l’apparato gastro-intestinale, consta di ‘onde lente’, che si svolgono con la velocità di 1-2 cm al minuto, e di ‘onde rapide’, che possono percorrere fino a 25 cm in un minuto; non va confusa con altri movimenti intestinali come quelli di segmentazione. I movimenti peristaltici intestinali si instaurano con un meccanismo riflesso (riflesso mioenterico), per opera del Plesso sotto-mucoso di Meissner e del Plesso mio-enterico di Auerbach, situati nello spessore delle pareti intestinali: la loro intensità è anche influenzata dal nervo vago e dal Sistema Nervoso Simpatico. La distensione dei visceri (dovuta al bolo alimentare) scatena un riflesso nervoso che induce la contrazione della muscolatura liscia circolare; il riflesso peristaltico è dovuto a una contrazione involontaria, legata all’attività del sistema nervoso autonomo che invia i suoi impulsi alla rete nervosa: tale contrazione determina la cosiddetta onda peristaltica, caratterizzata dalla breve durata sia spaziale che temporale, che investe segmenti limitati dell’intestino e si esaurisce dopo pochi secondi, per poi riprendere subito dopo. Tale onda consente la progressione del chimo in senso oro-caudale: onde peristaltiche si osservano non solo nell’intestino tenue e nel colon, ma anche nell’esofago, nello stomaco e in alcuni distretti extra-intestinali, come gli ureteri. Durante la peristalsi, oltre all’avanzamento del chimo, si ha anche la sua rotazione in senso antiorario. Tale fenomeno è importante perché consente il rimescolamento del chimo e un suo migliore contatto con la mucosa assorbente e con i succhi digestivi. Talora il movimento peristaltico può avere direzione retrograda e quindi spingere il chimo in direzione caudo-craniale. I movimenti peristaltici retrogradi hanno importanza particolare nel duodeno, poiché il reflusso del contenuto duodenale verso la stomaco permette la neutralizzazione dell’acidità gastrica. Il movimento peristaltico è accompagnato da contrazioni dette di rimescolamento o di segmentazione o da  contrazioni di massa, durante le quali un segmento importante di colon si restringe facendo nascere un movimento propulsivo a valle del contenuto. Le contrazioni di massa non avvengono di continuo come quelle di rimescolamento, ma insorgono mediamente tre o quattro volte al giorno. La loro insorgenza è spesso associata alla comparsa del riflesso della defecazione. Esso avviene, di norma, una volta al giorno, ma si considera ancora fisiologica una frequenza compresa tra una scarica ogni due giorni e tre al giorno. In alcune occasioni, la peristalsi può aumentare al punto tale da diventare dolorosa; in altri casi, anche non patologici, si manifesta con suoni, definiti borborigmo, avvertiti soggettivamente ma percepibili anche a distanza.

« Indice del Glossario