nictalopia

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ultimo aggiornamento: 30 giugno 2016 alle 12:16

Dal greco νύκτ- (notte)ἀλαός (che non vede) + ὤψ (occhio). Detta anche nittalopìa è anche definita impropriamente “cecità notturna”, viene spesso confusa con la emeralopia: a differenza di quest’ultima dove la difficoltà visiva è presente nelle fasi crepuscolari e migliora con l’abitudine del soggetto all’oscurità, per nictalopia si intendo la difficoltà a vedere di notte, con conseguenti problemi nel muoversi al buio o nel guidare di notte. La cecità notturna può anche associarsi a un ritardato adattamento visivo nel passare dagli ambienti luminosi a quelli oscuri, e viceversa. La visione rimane invece normale durante il giorno.

La cecità notturna si manifesta quando la retina perde la propria sensibilità a causa di un malfunzionamento dei fotorecettori (in particolare, dei bastoncelli) e di altre cellule retiniche. Questo disturbo visivo è spesso associato all’invecchiamento, ma può manifestarsi anche in caso di, congiuntivite, cataratta, glaucoma, miopia o, come nell’emeralopia, nel deficit di vitamina A. Se la cecità notturna compare in soggetti giovani potrebbe essere un primo segnale di retinite o della retinite pigmentosa, un disturbo degenerativo della retina che può provoca una perdita progressiva della vista.

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