ipotensione ortostatica

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ultimo aggiornamento: 21 settembre 2017 alle 16:40

Detta anche “ipotensione posturale” o “Segno di Raglan“, questa sindrome è caratterizzata da brusco calo della pressione sanguigna, dipendente dall’improvviso passaggio dal clinostatismo all’ortostatismo o compie uno sforzo analogo: per parlare di “ipotensione ortostatica“, il calo pressorio deve avvenire rapidamente e dev’essere superiore a 20 mmHg per la pressione sistolica e/o a 10 mmHg per quella diastolica. In genere, determina una serie di sintomi scatenati dal ridotto afflusso di sangue agli organi vitali, in particolar modo al cervello. Possono così insorgere acrocianosi, capogiri o vertigini, difficoltà visive, lipotimia, astenia, sudorazione profusa, obnubilamento percettivo, confusione mentale, insonnia, tendenza a manifestare palpitazioni, ronzii o acufeni, cefalee, e, in alcuni casi estremi, una sincope vaso-vagale. Quando ci si alza in piedi dalla posizione sdraiata, la forza di gravità tende a richiamare il sangue negli arti inferiori; il sistema venoso delle gambe non riesce a restituire immediatamente tutto il sangue sequestrato e ad opporsi con sufficiente efficacia al ristagno ematico; ne deriva un’inevitabile riduzione del ritorno di sangue al cuore. Il ridotto afflusso ematico ed il calo pressorio che ne derivano, vengono immediatamente captati dai barocettori posti a livello del seno carotideo e dell’arco aortico, innescano una risposta sistemica, indotta dal sistema ortosimpatico, atta a riportare nella norma la pressione ematica; la reazione è mediata dall’incremento della frequenza e della contrattilità cardiaca assieme a fenomeni di vasocostrizione. L’incapacità del sistema di rispondere con un adeguamento pressorio efficace, è indice, spesso, di una sindrome da stress cronico, ma può essere anche segno di disidratazione; alcuni problemi cardiaci come la bradicardia patologica, i problemi valvolari e l’insufficienza cardiaca, favoriscono l’instaurarsi di ipotensione ortostatica, minando la capacità del cuore di pompare in circolo quantità di sangue adeguate a compensare il basso ritorno ematico. La contrazione dei muscoli della gamba e della coscia, unitamente alla componente valvolare del circolo venoso, è fondamentale per favorire il ritorno ematico del cuore contro gravità: il mantenimento di una posizione statica dopo essersi alzati in piedi o la presenza di vene varicose, favoriscono l’insorgenza di ipotensione ortostatica.

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