estensione

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ultimo aggiornamento: 3 settembre 2017 alle 16:40

Dal latino extendĕre, composto da ex- (→ da, fuori, esterno) e tendĕre (→ tendere): il termine viene utilizzato sia per descrivere il movimento che tende a portare i vari segmenti di un arto sulla linea dell’asse anatomico dell’arto stesso; sia la flessione posteriore, ovvero il movimento tra due segmenti del corpo articolati tra loro, per cui essi vengono a formare un angolo che, con la progressione del movimento stesso, tende a farsi più ottuso. Il muscolo che ha per azione principale il movimento di estensione è detto estensore, mentre i muscoli antagonisti al primo motore sono detti flessori: si tende a distinguere il singolo muscolo estensore dai muscoli congeneri indicando nel nome la sede di una delle sue inserzioni (muscolo estensore radiale del carpomuscolo estensore ulnare del carpo), o la sua conformazione (muscolo estensore breve del pollicemuscolo estensore lungo del pollice), o la sua destinazione a un solo o a più organi (muscolo estensore comune delle ditamuscolo estensore proprio dell’indice).

I principali muscoli estensori dell’anca, che estendono la coscia sul bacino, sono:

  • il muscolo grande gluteo;
  • il muscolo medio gluteo;
  • il muscolo bicipite femorale;
  • il muscolo semimebranoso;
  • il muscolo semitendinoso;
  • i fasci superiori del muscolo adduttore magno.

I principali muscoli estensori del ginocchio, ovvero i muscoli che estendono la gamba sulla coscia, sono:

  • muscolo quadricipite femorale, attraverso le sue componenti
    • fascio retto femorale;
    • fascio vasto mediale;
    • fascio vasto intermedio;
    • fascio vasto laterale;
  • muscolo tensore della fascia lata.

Il principale muscolo estensore del gomito, ovvero il muscolo che estende l’avambraccio sul braccio, è:

  • muscolo tricipite brachiale.

Talvolta, con estensione, si intende il movimento di retroproiezione di un segmento corporeo rispetto al piano coronale: prendendo in considerazione, ad esempio, la testa dell’omero, ovvero la parte prossimale dell’osso connessa con il corpo tramite l’articolazione della spalla, che permette all’arto superiore di muoversi in avanti allontanandosi dalla posizione anatomica, indietro verso la posizione neutra e poi ancora posteriormente, allontanandosi dalla postura naturale rilassata. Lo stesso concetto può essere riferito al collo, al tronco, all’anca o al polso. Poiché la variazione angolare è la medesima sia in proiezione anteriore, sia in quella posteriore, si deve considerare il corpo diviso dal piano coronale in un settore anteriore ed uno posteriore: la flessione muove un segmento in uno spazio anteriore al piano coronale, mentre l’estensione lo sposta in uno posteriore; si può definire flessione il movimento per ritornare un segmento esteso nella posizione anatomica e viceversa. Fa eccezione la flessione del ginocchio che sposta la gamba posteriormente, mentre l’estensione fa ritornare la gamba in posizione anatomica.

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