il midollo spinale

ultimo aggiornamento: 3 agosto 2017 alle 17:56

Midollo una variante di midolla o medulla, derivato dal greco μυελός (myelós → midollo), utilizzato per descrivere la parte centrale, contrapposta alla parte esterna, detta corteccia: è la porzione extracranica e caudale del sistema nervoso centrale (nevrasse) e mantiene la conformazione cilindrica del tubo neurale da cui deriva; è contenuto nel canale vertebrale, estendendosi da subito sotto il foro occipitale fino a livello del corpo della II vertebra lombare. 

Approssimativamente cilindrico, presenta due rigonfiamenti fusiformi, per aumento del suo diametro trasversale, che per la sede si dicono cervicale e lombare, i quali sono determinati dai rapporti che l’organo ivi contrae con i grossi nervi, rispettivamente delle estremità superiori e delle inferiori; la sua estensione fibrosa, detta filum terminale, si prolunga fino alla parte dorsale del coccige. Nei primi tre mesi della vita intrauterina, il midollo spinale occupa tutta la lunghezza del canale vertebrale, ma, durante l’accrescimento embrionale, non le proprie dimensioni proporzionalmente allo speco vertebrale; come conseguenza il tratto terminale  midollare viene stirato e va in atrofia, dando origine al filamento terminale. Per lo stesso motivo, la maggior parte delle radici dei nervi spinali si allungano, venendo a trovarsi in posizione cefalica rispetto al corrispondente forame intervertebrale; questo fenomeno si verifica in modo crescente in direzione caudale, creando fasci di nervi posti a ciascun lato del filamento terminale, formando  la cosiddetta cauda equina.

È un cordone biancastro, appiattito in senso antero-posteriore, avvolto dalle meningi, separato dalle pareti ossee della colonna vertebrale da uno spazio detto perimidollare, suddiviso in due parti (epidurale esternamente, subdurale internamente) dalla dura madre. Alla superficie esterna del midollo spinale corrispondono fasci di sostanza bianca, separati da solchi longitudinali: sulla linea mediana della faccia anteriore si trova la fessura mediana anteriore, solco profondo largo, nel quale penetra un prolungamento della pia madre; un solco superficiale è presente sulla linea mediana della faccia posteriore e viene detto solco mediano posteriore. In ciascuna metà del midollo corrono due solchi laterali, anteriore e posteriore: il solco laterale anteriore è rappresentato da gruppi di depressioni puntiformi in serie, dai quali emergono i fasci costitutivi delle radici anteriori dei nervi spinali; il solco laterale posteriore è continuo e segna la linea di penetrazione, nel midollo, dei fasci derivati delle radici posteriori dei nervi spinali. Pertanto ciascuna metà del midollo risulta da avanti in dietro di tre cordoni: l’anteriore, il laterale e il posteriore: nel cordone posteriore un solco intermedio, che non scende oltre il midollo toracico, separa due fascicoli secondari: uno mediale: il fascicolo gracile (del Goll), uno laterale: il fascicolo cuneato (del Burdach). All’interno del midollo corre lo stretto canale centrale (nevrale o ependimale), una cavità che si apre superiormente nel IV ventricolo del bulbo e che contiene liquido cefalorachidiano.

Dalle facce laterali del midollo emergono due serie continue, anteriori e posteriori, di filamenti che convergono da ciascun lato in 31 paia di fasci più spessi, chiamati radici e distinti in anteriori e posteriori, che a loro volta si uniscono a formare altrettanti nervi spinali. All’origine di ciascun nervo spinale, alla radice posteriore, è accollato un ganglio radicolare o spinale, contenente neuroni pseudounipolari con neurite a T, le cui branche distali si portano nei nervi periferici e le cui branche prossimali o centrali vanno a costituire la radice posteriore stessa. Le radici anteriori rappresentano i canali efferenti (motori) e le radici posteriori quelli afferenti (sensitivi) del midollo spinale; i 31 nervi spinali di destra e di sinistra, dopo aver attraversato i forami intervertebrali a essi corrispondenti, si dividono in vari nervi periferici che distribuiscono fibre di moto e di senso alle rispettive metà del corpo. Si definisce segmento spinale, o mielomero, la porzione di midollo che riceve le fibre delle radici posteriori e dà origine alle fibre delle radici anteriori di un paio di nervi spinali, uno a destra e l’altro a sinistra. Vi è una corrispondenza tra segmenti spinali e zone della pelle che ricevono l’innervazione sensoriale: la regione cutanea innervata dalle radici dorsali sinistra e destra di un singolo segmento spinale è chiamata dermatomero.

il midollo è pertanto formato da 31 segmenti, e cioè 8 segmenti cervicali, convenzionalmente indicati con le sigle da C1 a C8, 12 segmenti toracici (da T1 a T12), 5 segmenti lombari (da L1 a L5), 5 segmenti sacrali (da S1 a S5), e 1 segmento coccigeo. Pur in presenza di 7 vertebre cervicali, sono presenti 8 nervi cervicali, in quanto il I nervo cervicale è posto fra l’atlante e l’occipite; ad esclusione del tratto cervicale, i nervi vengono numerati a partire dalla vertebra soprastante. 

Come nell’encefalo, nel midollo si riconoscono una sostanza grigia e una sostanza bianca: osservando una sezione trasversale, si distingue facilmente l’area grigiastra di forma simile a quella di una “H”, un complesso intreccio (neuropilo) di corpi neuronali, pirenofori, dendriti, porzioni prossimali degli assoni con le loro arborizzazioni terminali e sinapsi, cellule gliali e vasi sanguigni, dalla restante parte biancastra ed esterna, costituita prevalentemente da assoni mielinizzati e fibre in maggioranza mieliniche, con decorso ascendente, discendente o commissurale, che hanno origini e terminazioni midollari o extramidollari. Da ciascun lato, la sostanza bianca risulta divisa in tre cordoni o funicoli, separati dalle zone di emergenza dei filamenti delle radici anteriori e posteriori. In sezioni trasverse, come abbiamo detto, a qualsiasi livello del midollo, la sostanza grigia spinale si presenta a forma di H distorta e ispessita, posta a cavallo del canale longitudinale obliterato, che rappresenta il punto centrale del midollo; presenta una sagoma di forma variabile da quella triangolare nella porzione cervicale, ovoidale irregolare in quella toracica, sino ad assumere una forma circolare nella porzione lombare e ancora circa ovoidale in quella sacrale.

Le cellule del corno dorsale ricevono afferenze sensoriali dai gangli delle radici dorsali, mentre nel corno ventrale si ritrovano i motoneuroni che proiettano i loro assoni ai muscoli attraverso le radici ventrali. Esistono due tipi di motoneuroni: i motoneuroni alfa che innervano le fibre muscolari e i motoneuroni gamma che innervano i propriocettori del muscolo. I motoneuroni sono disposti in gruppi: i motoneuroni che innervano la muscolatura assiale sono disposti medialmente, mentre quelli che innervano la muscolatura distale sono posti lateralmente; i motoneuroni che innervano i muscoli flessori sono disposti più dorsalmente rispetto a quelli che innervano gli estensori. Le cellule della zona intermedia sono interneuroni che trasmettono e modulano gli output motori in risposta agli input sensoriali e ai comandi provenienti dal cervello.

Le grosse colonne dorsali contengono assoni che trasmettono l’informazione tattile e propriocettiva relativa alla parte ipsilaterale del corpo, lungo un percorso chiamato via delle colonne dorsali-lemnisco mediale. I neuroni postsinaptici del bulbo danno origine ad assoni che si decussano e ascendono al talamo controlaterale. Tale decussazione degli assoni spiega perché le sensazioni tattili che interessano la parte destra del corpo risultano dalla codifica della parte sinistra del cervello. Le colonne laterali contengono gli assoni del tratto corticospinale discendente (via piramidale) e del tratto rubrospinale. Questi assoni innervano i neuroni della zona intermedia e il corno ventrale, e trasmettono informazioni circa il controllo del movimento volontario. Anterolateralmente troviamo anche il tratto ascendente che trasmette l’informazione relativa alla modalità termocettiva e nocicettiva. Ventralmente decorrono i tratti vestibolospinali, reticolospinali e tettospinali.

Attraverso i motoneuroni, il midollo spinale costituisce la via obbligata per il controllo dei muscoli e riceve pertanto i segnali che regolano il movimento dalle strutture superiori attraverso i tratti discendenti; è anche la porta di ingresso dell’informazione somatosensoriale. I messaggi relativi alla modalità tattile e propriocettiva si portano direttamente ai centri superiori, mentre la modalità nocicettiva e termocettiva viene ritrasmessa ai centri superiori da neuroni di riproiezione. I neuroni della sostanza grigia spinale iniziano l’analisi delle informazioni sensoriali svolgendo un ruolo critico nella coordinazione dei movimenti e nella regolazione dei riflessi semplici. Esistono poi altri tratti nervosi che collegano tra loro diversi segmenti spinali. La parte sensoriale e la parte motoria sono connesse tra loro e formano circuiti neuronali intrinseci al midollo stesso, in grado di organizzare movimenti riflessi, come il riflesso da stiramento, il riflesso di retrazione, il riflesso tendineo del Golgi. I movimenti riflessi sono stereotipati e non graduali e sono particolarmente evidenti in caso di lesione midollari che deprivi i circuiti spinali del controllo dei centri superiori: i riflessi costituiscono quindi un repertorio di risposte motorie semplici e stereotipate, modulato dall’attività dei centri superiori; i circuiti spinali sono anche in grado di organizzare autonomamente movimenti alternati dei muscoli caratteristici di movimenti ritmici quali il camminare.