Neurofisiologa della Nocicezione

ultimo aggiornamento: 12 aprile 2017 alle 0:56

Con il termine nocicezione si intendono tutti quei meccanismi di trasmissione dello stimolo doloroso dalla periferia al sistema nervoso centrale; l’interazione delle diverse aree cerebrali che elaborano il segnale nocicettivo, ne consente la presa di coscienza, così si ha la percezione del dolore. Tale percezione dolorifica può essere suddivisa in diverse componenti:

  • una componente sensitivo-discriminativa che consente di localizzare lo stimolo e di quantificarne qualità ed intensità;
  • una componente affettivo-emozionale che consiste all’individuo di reagire al dolore affettivamente parlando;
  • una componente cognitivo-valutativa, che consta nella capacità di valutazione del dolore a seconda dell’educazione ricevuta e del contesto sociale.

dolore_fig_vol1_027540_002Analizzando nel dettaglio il percorso dello stimolo doloroso dalla periferia al sistema nervoso centrale, vengono coinvolti:

  • i nocicettori a livello periferico, che, come è già stato descritto, ricevono stimoli di tipo cinestesico o propiocettivo (chimici, meccanico-fisici, termici…)
  • lo stimolo viene poi condotto attraverso fibre afferenti (amieliniche, che trasmettono lo stimolo lentamente e sono responsabili del dolore tedioso, oppure mieliniche, in grado di trasmettere lo stimolo più velocemente e sono responsabili del dolore puntorio) alla materia grigia del midollo spinale, dove creano connessioni con altre fibre sensitive e interneuroni presenti.
  • a livello delle corna posteriori del midollo spinale le fibre seguono vie ascendenti verso le strutture craniali, attraverso due fasci: il fascio spino-talamico, che trasmette stimoli di tipo cutaneo, somatico e viscerale, risalendo il midollo fino al talamo; ed il fascio spino reticolare, che trasmette stimoli di tipo somatico e viscerale
  • Giunti alle stazioni più rostrali, lo stimolo doloroso viene analizzato ed integrato in diversi livelli:
  1. bulbare, dove vengono coinvolti alcuni nuclei per l’analisi dello stimolo. da queste aree si dipartono sia vie discendenti (in grado di modulare la percezione dolorosa) sia fibre discendenti che attivano la reazione motoria allo stimolo doloroso, sia fibre ancora che giungono al sistema cardiovascolare e respiratorio.
  2. mesencefalico, dove si attivano le reazioni emozionali al dolore, regolando la reazione neuroendocrina.
  3. talamico, dove le fibre fanno stazione per poi essere inviate alla corteccia cerebrale: a questo livello si crea la percezione sensitivo-discriminatoria del dolore, ovvero si localizza la provenienza dello stimolo, la qualità e quantità, con corrispondenti reazioni motorie e sensoriali.

Tali livelli rappresentano le vie discendenti del dolore, le quali ne modulano la percezione a livello sovra spinale, nella sostanza grigia periacqueduttale e nella regione ventro-mediale del bulbo.

La modulazione del dolore avviene mediante la liberazione di neurotrasmettitori, soprattutto oppioidi endogeni; la loro produzione varia da individuo ad individuo, perciò si parla di “soglia del dolore”. Le vie discendenti hanno come bersagli i neuroni nocicettivi spinali e gli interneuroni (inibitori o eccitatori); gli stessi neuroni delle vie ascendenti spino-talamiche.

francesco gandolfi

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