Kinesiopatia®:
una disciplina “terapeutica”

ultimo aggiornamento: 16 maggio 2017 alle 16:48

guarigione e benessere:
terapisti di se stessi

Ormai quotidianamente abbiano davanti agli occhi un innegabile paradosso: se da un lato la ricerca medica ci permette di affrontare con efficacia un sempre maggior numero di malattie, dall’altro osserviamo che la “capacità” di guarire sembra quasi assottigliarsi, come se la cura farmacologica o chirurgica non fosse sufficiente…

rompere le cateneNon esiste ”malattia” fisica o patologia disfunzionale che non sia accompagnata da manifestazioni di adattamento o di difesa che investono la sfera emotiva, così come il perdurare del malessere è sempre associato a sensazioni di disagio psicologico: il risultato finale di questi processi è che rimangono bloccati nel corpo atteggiamenti “neurologici” difensivi che inducono posture adattative nei confronti delle sofferenze che queste emozioni potrebbero generare.

Il libero fluire dell’energia in ogni tessuto è essenziale per la vitalità e la salute di tutti i tessuti corporei: blocchi o restrizioni di questo flusso vitale possono produrre squilibri e disarmonie del corpo impedendo i naturali processi di auto-guarigione e rigenerazione, presenti in ognuno di noi.

in che modo si altera il nostro organismo?

In seguito a traumi fisici o emotivi, come conseguenza degli stress, il nostro corpo o la nostra psiche tendono ad assumere atteggiamenti difensivi che “disperdono” le energie a nostra disposizione.

Il risultato finale della stratificazione degli stress con i conseguenti atteggiamenti di tensione e irrigidimento è la progressiva perdita della capacità vitale e delle risorse che possediamo.

La riduzione dell’energia vitale nei tessuti e negli organi è una delle cause dell’insorgere di malesseri e malattie, ma anche la principale causa dell’incapacità del nostro organismo di raggiungere un vero benessere o una completa guarigione.

L’inter-relazione fra la parte strutturale (e la sua funzionalità), la componente emotiva e la biochimica del nostro organismo sono elementi fondamentali per attivare le forze vitali presenti nel nostro organismo.

Ognuno di noi mette in atto, nelle situazioni di malessere e di stress, schemi comportamentali che attivano spirali “negative” caratterizzate dal formarsi di circoli viziosi del tipo: somatizzazione fisica – alterazione metabolica – disagio emotivo – acutizzazione della sintomatologia fisica. Il cammino verso il benessere consiste anche nel creare “circoli virtuosi” che premino il nostro corpo liberando l’innata capacità di auto-guarigione.

Kinesiopatia® Osteopatica:
una disciplina “terapeutica”

La Kinesiopatia®, innanzi tutto, non è pratica medica, in quanto non si pone come obiettivo quello di “curare” una malattia, ma di prendersi cura della persona, attraverso l’identificazione degli scompensi del “sistema corpo” ed il riequilibrio delle energie vitali: in parole più semplici, la riarmonizzazione degli equilibri corporei (fisici, emotivi, biochimici …) è lo strumento che aiuta il corpo a correggere gli squilibri, facilitando i processi di “guarigione” spontanea.

Le liberazioni ottenibili dal trattamento kinesiopatico, l’allentamento delle tensioni emotive o posturali, le tecniche di unwinding fasciale o il processo di rilascio somatoemotivo, permettono al corpo di evincersi dai meccanismi compensativi ed antalgici che spesso sono fra le cause del perdurare delle malattie o delle patologie disfunzionali, creando le premesse perché l’innata saggezza corporea possa esprimersi pienamente.

La conoscenza dei modelli comportamentali è fondamentale per il Kinesiopata, per poter meglio comprendere come possano essere ridotte le potenziali sorgenti di stress o aiutare la persona a rivalutare il proprio stile di vita: ognuno di noi ha delle aree di minor resistenza, delle zone corporee di debolezza, organi o visceri più sensibili, parti della propria vita emotiva in grado di incidere maggiormente sul nostro equilibrio psicofisico.

La totale compatibilità delle tecniche kinesiopatiche con le pratiche mediche o farmacologiche eventualmente utilizzate, la delicatezza degli interventi, la non invasività delle manovre utilizzate per identificare i blocchi presenti nei tessuti e favorirne la liberazione, la competenza nell’identificare e correggere gli atteggiamenti posturali scorretti, la conoscenza delle necessità biochimiche dell’organismo permettono alla kinesiopatia una valida interazione e sostegno nella ricerca del benessere, per ognuno di noi.

francesco gandolfi



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