La “Manualità Sensibile”

ultimo aggiornamento: 11 marzo 2016 alle 0:49

La medicina moderna, negli ultimi decenni, ha enfatizzato sempre più la diagnostica strumentale a scapito del contatto manuale, ritenendo le macchine maggiormente affidabili e sostanzialmente in grado di esprimere un dato obiettivo, riproducibile, indipendente dal valore e dalle capacità di chi effettua gli esami, soprattutto se paragonate alla capacità del singolo individuo.

Alla luce di questa tendenza e della spersonalizzazione che ciò ha comportato, della insoddisfazione che chi soffre manifesta quotidianamente, in questo secolo di modernismo ad ogni costo, ha senso recuperare una dimensione di contatto e diagnosi attraverso le mani?

La Terapia Cranio-Sacrale è una forma di contatto dove le mani diventano allo stesso tempo, strumento in grado di interrogare, ascoltare e rispondere a ciò che il corpo vuole comunicarci. Il medico di una volta palpava, auscultava, toccava, percepiva utilizzando la propria sensibilità per scoprire e conoscere il corpo che si poneva innanzi a lui ed attraverso questa interazione entrava in contatto con il malato creando una forma di intimità che arricchiva entrambi.trattamento TCS

Allo stesso modo la sensitività e sensibilità del terapista cranio-sacrale diventa lo strumento per svelare gli schemi di lesione, le alterazioni presenti nelle aree più profonde del nostro sistema energetico, attraverso un contatto estremamente delicato: ponendo le mani sul corpo, a livello del cranio, del sacro, o in ogni parte corporea che si riveli appropriata, il terapista cranio-sacrale è in grado di percepire come il naturale susseguirsi di fasi di espansione e contrazione presente nel corpo, si diffonda nel corpo attraverso il tessuto fasciale, quell’insieme di tessuti connettivali che avvolge e riveste ogni struttura del nostro corpo.

In pratica di rivelare la pulsazione vitale e le sue limitazioni!

Tutto il cosmo, dall’universo all’atomo, è animato da un ritmo basato su contrazioni ed espansioni che si alternano secondo precise leggi che ne regolano l’armonia e influenzano la ciclicità. Anche l’uomo non sfugge a questa legge, essendo parte integrante di questo tutto.

In particolare possiamo pensare al ritmo generato dalla respirazione: ad ogni inspirazione , quando l’aria entra in noi, il nostro corpo si espande, per creare lo spazio, affinché questa energia sottile che chiamiamo ossigeno entri in noi per permetterci di compiere quelle funzioni biochimiche che ci permettono di vivere. Possiamo dire che l’intera nostra esistenza indipendente si esplichi fra l’attimo in cui introduciamo il primo respiro alla nascita ed il momento in cui esaliamo l’ultimo respiro della morte.

Un altro ritmo, sicuramente importante quanto quello precedente, ci accompagna nella nostra vita: il ritmo cardio-circolatorio: nel grembo di nostra madre siamo alimentati dal continuo pulsare del suo cuore, che scandisce il trascorrere del tempo, nutrendoci col suo sangue e con le sue emozioni. Dalla nascita il nostro cuore ci accompagna, giorno dopo giorno, sottolineando i momenti di gioia, di paura, le emozioni che segnano il fluire della nostra vita, lasciando talvolta cicatrici o segni.

Pensiamo che cosa accadrebbe se uno di questi ritmi si interrompesse indefinitamente: quella che noi conosciamo come vita, cesserebbe subitaneamente.

L’energia vitale che scorre in noi non potrebbe più generarsi, l’ossigeno verrebbe meno, il sangue non porterebbe più il nutrimento alle singole cellule.

Esiste un ritmo ancora più sottile, che la maggior parte di noi non percepisce o riconosce: quello che noi definiamo il ritmo cranio-sacrale; potremmo definirla la respirazione del sistema composto dall’interazione fra le strutture che circondano il sistema nervoso centrale.

Che cosa accade, dunque, durante una sessione di terapia cranio-sacrale?

Quando un terapista cranio-sacrale entra in contatto col corpo di una persona, attraverso le mani, pone la propria attenzione sulla presenza dei ritmi corporei, i piccoli segni di movimenti che sono l’espressione dell’interazione di queste fasi di espansione e contrazione, le pulsazioni che emanano dalla profondità, dal nucleo del nostro sistema corporeo: questi movimenti sono l’espressione ed il riflesso di ciò che avviene nei “motori” energetici del nostro corpo.

Ogni situazione della vita influisce sull’espressione di questi ritmi, dando origine ad asimmetrie, restrizioni, variazioni di ampiezza o ritmo , che possono rappresentare la somatizzazione delle tensioni accumulate attraverso la nostra vita, i traumi, le cicatrici che attraverso la nostra vita segnano il nostro corpo, portandoci a limitare l’espressione della nostra energia vitale e favorendo, perciò, la formazione delle malattie.

Il terapista, attraverso le mani che diventano occhi ed orecchie, riconosce e percepisce la presenza di queste limitazioni, ed attraverso questo contatto gentile e delicato, ma nel contempo estremamente profondo, riesce a riconoscere gli schemi di restrizione che, in profondità, generano la disarmonia.

Come seguendo un invisibile filo d’Arianna, è possibile risalire alle aree di restrizione, di limitazione del fluire dell’energia: l’interazione fra i due sistemi energetici, creata grazie al contatto delicato, permette al terapista di indurre la dissoluzione delle tensioni, di favorire la liberazione delle restrizioni, di incrementare il fluire dell’energia vitale attraverso i tessuti, incrementando l’attività metabolica e rigeneratrice.

francesco gandolfi


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